L’argomento su cosa si può fare in presenza di vizi e difetti di costruzione è già stato trattato nel presente blog in vari articoli quali: “Difetti di costruzione …. cosa fare?” e “Responsabilità del costruttore“. Sempre sullo stesso tema, si segnala un interessante articolo pubblicato sul mensile Casa Chic nel quale vengono passate in rassegna le difformità riconosciute dalla legge e i modi per tutelarsi. Ecco il link al testo dell’articolo: “La denuncia di vizi e difetti negli immobili“.
Categoria: Recensioni
Manutenzioni straordinarie legge 73/2010 – Critiche dal CNI
Con un comunicato diramato il 25 maggio scorso, il Consiglio Nazionale degli Ingegneri interviene sul decreto incentivi e, in particolare sulla liberalizzazione delle manutenzioni straordinarie Legge n.73 del 22 maggio 2010 che modifica l’art.6 del DPR 380/2001.
“L’obbligo di una relazione tecnica redatta da un tecnico abilitato non è né una vittoria né un successo per i progettisti o per gli Ordini che li rappresentano” afferma il CNI, e continua: “è avvilente vedere che, in caso di inadempimento, è prevista una irrisoria sanzione di 258 Euro”, visto che tale decisione non fa che svilire “il senso della prestazione professionale al valore della quale dovrebbe essere proporzionata la sanzione”.
Con la sanzione prevista c’è il rischio più che fondato di consegnare la materia “alla deregolamentazione spinta e all’abusivismo, il tutto in nome e all’insegna di un rilancio dell’attività edilizia e di pseudo risparmi sulle prestazioni professionali in realtà molto modesti e che non automaticamente comporteranno reali economie e vantaggi per il cittadino, sia in termini di economia sia, soprattutto, in termini di qualità del costruito e del prodotto edilizio”.
Il CNI sottolinea come “in un contesto di deregolamentazione spinta (che non va confusa con una invece auspicabile e ragionevole semplificazione delle procedure) chi ci rimette non sono tanto i professionisti, quanto piuttosto i committenti e la collettività in termini di garanzie di sicurezza delle strutture, di sicurezza degli impianti e di sicurezza del lavoro nel cantiere”. Gli ingegneri italiani chiedono che venga previsto un diverso e più serio quadro sanzionatorio, in modo da disincentivare i possibili abusi, così da creare un deterrente ad un tipo di edilizia “improvvisata, spericolata e soprattutto pericolosa per la collettività”.
Link al testo completo dell’articolo pubblicato su Edilportale
NOMISMA rapporto sul mercato immobiliare 2010
Alla fine del 2008 era stato previsto che nel corso del 2009 il valore degli immobili sarebbe calato notevolmente arrivando addirittura a parlare di bolla immobiliare. Al contrario di tali previsioni però nel corso del 2009, pur registrando un forte calo nelle compravendite, non c’è stato un crollo dei prezzi del mercato immobiliare ma un calo piuttosto limitato per gli immobili di maggior pregio e più sensibile sugli immobili situati in zone periferiche.
Ancora per il 2010 è previsto un ulteriore calo del valore immobiliare (anche se di entità minore rispetto al 2009) accompagnato da un ulteriore riduzione delle compravendite che, come è già accaduto nel 2009, dipende soprattutto dal fatto che nella maggior parte dei casi chi ha intenzione di acquistare casa non ha fretta, per cui se il prezzo è alto non acquista.
Allo stesso tempo chi vuole vendere nella maggior parte dei casi lo fa più per far fruttare un investimento fatto qualche anno fa, che non per necessità, per cui se chi compra non è disposto a sborsare una buona cifra non vende. Questa dinamica va a creare un circolo vizioso che ha come conseguenza un calo generale delle compravendite.
Detrazioni del 55% – Gli interventi agevolati
La legge finanziaria 2007 ha introdotto per i contribuenti una detrazione dall’IRPEF o dall’IRES del 55% delle spese sostenute per gli interventi di riqualificazione energetica effettuati sugli edifici esistenti. La legge finanziaria 2008 (legge n. 244 del 24 dicembre 2007) ha prorogato gli incentivi già previsti e ne ha introdotto di nuovi, per spese sostenute entro il 31 dicembre 2010. Possono usufruire della detrazione le persone fisiche, gli enti, le imprese, (su beni strumentali all’esercizio delle attività) per le spese effettuate su edifici o parti di edifici o su unità immobiliari di qualsiasi categoria catastale. Per tutti gli interventi possono essere detratte le spese delle opere tecniche e le spese per le prestazioni professionali necessarie alla loro realizzazione, compresa la redazione dell’attestato di certificazione o di qualificazione energetica e la eventuale asseverazione.
Gli interventi su edifici esistenti ammessi alla detrazione sono:
- interventi di riqualificazione energetica globale di interi edifici
- la coibentazione di chiusure orizzontali e verticali
- la sostituzione di finestre comprensive di infissi
- l’installazione di pannelli solari termici
- la sostituzione completa o parziale di impianti di riscaldamento con altri dotati di caldaie a condensazione o con pompe di calore ad alta efficienza o con impianti geotermici a bassa entalpia.
Per gli interventi realizzati dal 1° gennaio 2009, la detrazione dall’imposta lorda è in cinque rate annuali di pari importo. Per lo stesso intervento, queste detrazioni fiscali non sono cumulabili con le detrazioni del 36% previste per la manutenzione straordinaria delle abitazioni né con altre agevolazioni fiscali nazionali. Sono però compatibili con la richiesta di titoli di efficienza energetica (certificati bianchi) di cui al Dl del 24 luglio 2004 del Ministero delle Attività Produttive di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e con incentivi di diversa natura che saranno indicati in un decreto di prossima emanazione.
Pubblicata in proposito la nuova guida di ENEA sulle detrazioni IRPEF al 55% dal titolo: “La casa evoluta“.
Post terremoto – indagini sulle strutture e sui terreni per i progetti di riparazione, miglioramento e ricostruzione di edifici inagibili
Il Consorzio ReLIUS (ossia la Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica) ha reso disponibili le linee guida: “Modalità di indagine sulle strutture e sui terreni per i progetti di riparazione/miglioramento/ricostruzione di edifici inagibili“. Il documento con gli schemi riportati (ancora in stato di bozza) è finalizzato a costituire un supporto ai tecnici nella progettazione di un piano di indagini strutturali e geotecniche e nella successiva interpretazione dei risultati. Le linee guida possono rappresentare un’utile strumento ai fini della valutazione della capacità sismica di strutture danneggiate a seguito del terremoto che ha colpito l’Abruzzo lo scorso 6 aprile 2009. In esse vengono trattati in particolare i criteri da utilizzare in fase d’indagine per la progettazione ossia delle prove sui materiali e sui terreni nel rispetto delle prescrizioni di legge vigenti individuando per ciascuna prova: Principi, modalità di Esecuzione, Notazioni e Raccomandazioni.
Più avvocati, più cause
In Italia abbiamo il più alto numero assoluto di cause e i tempi della giustizia più lunghi d’Europa. Anche il numero degli avvocati è letteralmente esploso negli ultimi venti anni. E se non c’è competizione sulle tariffe, alcuni di loro possono pensare di sfruttare il vantaggio informativo nei confronti del cliente, inducendolo a ricorrere al tribunale anche nei casi in cui non sarebbe necessario né efficace. Questo è quanto emerge dalle statistiche europee del Cepej (European Commission for the Efficiency of Justice, Councile of Europe, ) che confermano che l’Italia ha il più alto numero assoluto di cause, sia pendenti che aperte, e i tempi della giustizia più lunghi in Europa.
Il portale d’informazione: “lavoce.info” ha pubblicato in data 15 gennaio 2010 un interessante articolo sull’argomento dal titolo: “Più avvocati, più cause” al quale si rimanda affinché ogn’uno in propria coscienza (a qualunque schieramento politico appartenga) possa fare una propria riflessione.
News sulla certificazione energetica
Ecco alcuni interessanti articoli tratti da: Ilsole24ore.com e dalla rivista INARCOS sul tema della certificazione energetica.
Il primo articolo proposto affronta il problema della disomogeneità dei criteri di calcolo, tra le varie regioni, per l’attribuzione delle classi energetiche, il secondo fa un’analisi dell’impatto, attuale e futuro, che l’introduzione dell’attestato di certificazione energetica ha o avrà sul mercato delle compravendite immobiliari, mentre l’ultimo riporta le risposte della Regione Emilia Romagna alle domande più ricorrenti in tema di certificazione energetica.
– Pagella energetica in ordine sparso
Calcolo parcelle per la Certificazione Energetica
(Art. modif. 3.8.2010). Eseguire un calcolo rigoroso della parcella per la determinazione del compenso professionale dell’Attestato di Certificazione Energetica è un’impresa alquanto complessa viste le innumerevoli variabili che lo influenzano. In assenza di uno specifico tariffario di riferimento, anche per consentire l’opinamento delle parcelle in caso di contestazione, diversi ordini e collegi hanno adottato propri criteri calcolo più o meno elaborati. Si riportano a titolo di esempio quello più semplicistico dell’ Ordine degli Ingegneri della Provincia di Monza e della Brianza dal titolo: “Tariffe di riferimento per la Certificazione Energetica” e quello più elaborato predisposto dall’Ordine degli Ingeneri della Provincia di Bologna approvato con “Delibera del Consiglio dell’Ordine del 22/4/2010” da cui il documento qui riprodotto in pdf: “Esempi di applicazione del calcolo“. Malgrado gli evidenti limiti che, a parere dello scrivente, tali documenti contengono, trattandosi di tariffari di riferimento, e quindi in alcun modo vincolante, gli stessi possono risultare approssimativamente utile sia per il professionista (che deve stabilire il valore da attribuire alla propria opera) che per l’utente finale che dovrà sopportarne il costo. E’ ovvio comunque che nulla osta ad applicare tariffe inferiori o superiori a seconda delle condizioni al contorno e delle numerose variabili in gioco.
Nel produrre un Attestato di Certificazione Energetica (ACE) entrano in gioco numerosi fattori quali: le dimensioni dell’immobile, la tipologia degli impianti presenti, la quantità e qualità del materiale che il cliente mette a disposizione del certificatore. A volte per il disbrigo degli adempimenti necessari a produrre l’attestato ACE (è il caso di immobili superiori ai 1000 mq) ci possono volere anche diverse settimane infatti, l’attestato di certificazione energetica è un documento che va prodotto sulla base di calcoli, disegni e sopralluoghi che richiedono tempo.
La certificazione energetica è una valutazione, prodotta per mezzo di una opportuna procedura di calcolo, volta a definire un indicatore del consumo energetico del sistema edificio-impianti asseverata da un tecnico abilitato iscritto ad un rispettivo albo professionale.
In Emilia Romagna (ad esempio) la determinazione del rendimento energetico deve essere calcolata con riferimento alle metodologie di cui all’allegato 8 della Delibera Regionale n. 156/2008. In particolare, sulla base delle diverse finalità, viene individuato quale parametro di riferimento l’indice di prestazione energetica EP, che esprime il valore del fabbisogno di energia primaria diviso la superficie utile dell’edificio nel caso di edifici residenziali (espresso in kWh/m2 anno) o diviso il volume lordo riscaldato nel caso di edifici diversi (espresso in kWh/m3). Vengono inoltre fornite indicazioni sugli interventi, ritenuti prioritari, da eseguire per migliorare il rendimento energetico dell’edificio con la stima del tempo di rientro dell’investimento necessario per eseguirli.
E’ bene ricordare che l’attestato di certificazione energetica di un immobile (che in assenza di modifiche sullo stesso ha valore decennale), quantificando i consumi energetici, che generalmente rappresentano una delle maggiori voci gestionali di spesa per gli immobili, è di fatto destinato ad influenzarne anche il valore di mercato. Certificare con serietà significa operare nei modi e nei tempi giusti, fattori che comportano un costo al di sotto del quale è difficile scendere. Certificazioni energetiche eseguite “a distanza” o a prezzi stracciati sono quindi da evitare se si desidera che il processo di giudizio venga eseguito nel migliore dei modi.
Link ad altri articoli sull’argomento presenti nel Blog:
ISPESL – videogioco sulla sicurezza
L’ISPESL ha reso disponibile gratuitamente in download il videogioco: “Le avventure di Riskio e Sicury’. Casa: missione sicurezza”.
Destinato principalmente alle scuole, è un utile quanto innovativo mezzo di divulgazione delle metodiche di prevenzione dei rischi di incidenti negli ambienti di vita, in linea con l’obiettivo promosso dall’ISPESL di diffondere nelle scuole la cultura della sicurezza.
Tale videogioco, strumento ludico ma altamente informativo, che contribuisce alla formazione dei giovani in materia di sicurezza, si presenta come un’avventura grafica educativa avente come tematica i “pericoli negli ambienti di vita” come le cadute e gli scivolamenti, l’intossicazione/avvelenamento, fumi da scarico,ecc.
Dal WWF il decalogo della casa veramente ecologica
I dieci requisiti che, secondo il WWF Italia, un edificio davvero ecologico deve avere, per non confondersi con la schiera di progetti ‘verdi’, ‘ecologici’, ‘sostenibili’ più o meno sinceri, di cui l’architettura moderna spesso si fregia:
- la sua costruzione sia indispensabile
- sia adeguatamente localizzato
- sia specifico per una località
- recuperi o riqualifichi l’esistente
- riduca al minimo le dimensioni
- usi materiali a basso impiego di energia, salubri e a basso impatto
- riduca il bisogno di energia
- dia un ruolo attivo nella progettazione agli abitanti
- esprima la capacità sociale del costruire
- sia finalizzato al benessere della comunità
Solo teoria? No, nel Convegno del 9 novembre scorso – introdotto dal presidente onorario del WWF Italia e architetto Fulco Pratesi, e dalla presidente del WWF Lazio Vanessa Ranieri – sono stati passati in rassegna progetti ed elementi di edilizia sostenibile molto concreti: lo studio di materiali e tecniche per l’isolamento termico degli edifici e l’efficienza energetica (arch. Paolo Rava, Università di Ferrara); un progetto di architettura “dell’essenziale” in un’area povera dell’Africa, realizzata con risorse e materiali locali e dalla forte valenza sociale (arch. Emilio Caravatti). La realizzazione di un quartiere residenziale a Pieve di Cento, in provincia di Bologna, basata su una stretta relazione tra natura e costruito, e un confronto serrato tra bioclimatica, scelte tecnologiche e tradizioni locali (arch. Angelo Mingozzi, Università di Bologna).
Compravendite immobiliari ancora in calo
I prezzi delle case nel 1° semestre 2009 scendono dello 0,5% rispetto al 2° semestre 2008.
Con la Nota trimestrale l’Agenzia del Territorio fornisce una breve sintesi sull’andamento dei volumi delle compravendite effettuate in Italia nel corso del 2° trimestre 2009, mettendoli a confronto con i dati dello stesso periodo nel 2008.
In particolare: il settore residenziale segna un valore di (- 12,9%) che rispecchia l’andamento di tutti gli altri settori, il settore terziario registra il calo più contenuto (– 5,4%) mentre il settore commerciale è quello con il calo maggiore (- 20,3%).
Il mercato del settore residenziale subisce un decremento maggiore nel Centro (-14,4%), che è più limitato nel Nord (-12,7%) e nel Sud (-12,3%).
Si conferma, inoltre, come già messo in evidenza nella Nota trimestrale precedente, che la contrazione del mercato residenziale risulta più marcata nei Comuni non capoluogo (-14,6%), mentre nei capoluoghi la contrazione è leggermente inferiore (-8,9%). Anche per le principali 8 città e relative province si conferma tale tendenza, con una sensibile contrazione delle compravendite soprattutto nei Comuni minori (-13,9% mediamente) e sensibilmente più contenuta nelle città principali (-5,7%).
Per quanto riguarda i prezzi degli immobili residenziali nel 1° semestre 2009 è stata registrata una lieve flessione del valore medio nazionale, per unità di superficie.
Fonte: Agenzia del Territorio
Si segnala anche: Immobili, il grande freddo
La recente crisi economica e le responsabilità degli economisti
L’arrivo improvviso della recente crisi mondiale sembra averci colto alla sprovvista facendo sorgere seri dubbi circa la credibilità degli economisti e degli attuali modelli economici che non ne avevano previsto o scongiurato l’arrivo.
Ma in quale misura gli economisti si siano realmente resi conti che la finanza era su un percorso insostenibile? E ancora: gli economisti quanto hanno influenzato le azioni e le omissioni dei politici e dei regolatori del mercato?
Anche se alcuni studiosi hanno avviato meditati esami di coscenza, l’umore prevalente sembra essere che continuare come se nulla fosse accaduto sia la migliore risposta alle critiche.
Purtroppo le amare lezioni del passato non sono servite a scongiurare gli errori del presente tanto più cocenti in un mondo globalizzato dove pochi, non senza trarne profitto, decidono per molti. L’interrogativo o la minaccia che incombe è: “Ma i molti resteranno sempre a guardare?”.
Alcuni tra questi inquietanti interrogativi sono parte di un recente articolo scritto dal Prof. Luigi Spaventa su “Lavoce.info“.
Sostanziali modifiche al D.lgs. 81/08 con il D.lgs 106/09
E’ stato pubblicato sulla G.U. n. 180 del 5.8.2009 il D.lgs 106/2009, recante «Disposizioni integrative e correttive del decreto legislativo 9 aprile 2008, n. 81, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro».
Dal sito di Legislazione Tecnica si riportano di seguito sinteticamente alcune tra le principali novità.
Apparato sanzionatorio
E’ prevista una profonda revisione dell’attuale apparato sanzionatorio, allo scopo di modulare gli obblighi di tutti i soggetti coinvolti nell’applicazione delle norme (datore di lavoro, dirigenti, preposti, altri soggetti), sulla base dei compiti effettivamente svolti e del rischio d’impresa, con sanzioni solo amministrative per infrazioni solo di tipo formale.
Responsabile dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)
In caso di mancata elezione del RLS da parte dei lavoratori internamente all’azienda (art. 47, commi 2-4 del D. Leg.vo 81/2008), i lavoratori comunicano la mancata elezione al datore di lavoro, affinché questo possa darne a sua volta comunicazione agli organismi paritetici per l’assegnazione di un rappresentante a livello territoriale.
Sempre in tema di RLS è previsto che la comunicazione dei nominativi venga effettuata al sistema informativo nazionale per la prevenzione nei luoghi di lavoro di cui all’art. 8 del D. Leg.vo 81/2008, appena sarà predisposto (nelle more la comunicazione va effettuata all’Inail), e che la comunicazione sia effettuata non con periodicità annuale, come al momento previsto, ma solo in caso di elezione o designazione o di cambiamento dei nominativi precedentemente indicati.
Documento valutazione dei rischi (DVR)
La scelta dei criteri di redazione del documento è rimessa al datore di lavoro, che vi provvede in modo da garantirne la semplicità, brevità e comprensibilità, nonché la completezza e l’idoneità a fungere da strumento operativo di pianificazione degli interventi aziendali e di prevenzione.
Per quanto attiene la data certa da apporre sul documento, si precisa che è sufficiente la sottoscrizione del documento da parte del datore di lavoro, del responsabile del servizio di prevenzione e di protezione, del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza e del medico competente.
Infine per le imprese di nuova costituzione la valutazione dei rischi, con la relativa elaborazione del documento, dovrà essere effettuata entro novanta giorni dalla data di inizio dell’attività.
Rischi da interferenza e redazione del DUVRI
Il correttivo prevede una revisione dei casi in cui è necessario la predisposizione nell’ambito di un appalto del DUVRI da parte del committente. Sono esclusi i casi di lavori intellettuali, le mere forniture di beni ed i lavori di breve durata che non comportino rischi particolari per la salute dei lavoratori.
Costi della sicurezza
Il decreto correttivo, pur confermando l’obbligatorietà dell’indicazione dei costi della sicurezza nei contratti di appalto, a pena di nullità degli stessi, prevede che tale indicazione debba essere relativa unicamente a quelli occorrenti per la riduzione o eliminazione dei rischi da interferenza nelle lavorazioni, costi tra l’altro che non sono soggetti a ribasso.
Comunicazione dati degli infortuni
L’obbligo di comunicare gli infortuni che comportano assenza dal lavoro per più di un giorno diventerà effettivo solamente una volta che sarà emanato l’apposito decreto ministeriale attuativo, che dovrà disciplinare il funzionamento del citato sistema informativo di cui all’art. 8 del D. Leg.vo 81/2008.
I costi della sicurezza: criteri di stima e computo negli appalti
In seguito alla pubblicazione delle linee guida dell’Istituto per l’innovazione e trasparenza degli appalti e la compatibilità ambientale “ITACA“; il Comitato Interprofessionale Sicurezza Cantieri della Provincia di Udine “CISC di Udine“ ha curato la redazione di un documento dal titolo “Criteri di individuazione, analisi, computo e pagamento dei costi della sicurezza”.
È nelle intenzioni degli autori, con questo documento, fornire un supporto nella individuazione, computazione e calcolo dei costi della sicurezza nei cantieri pubblici e privati sottolineando la necessità di un’attività integrata tra coordinatore in fase di progettazione, progettista e normativa vigente. Tra i principali temi trattati nel documento si citano:
- Quando e chi calcola i costi della sicurezza
- Come si individuano i costi della sicurezza
- Come si pagano i costi della sicurezza
- Attività integrata tra: coordinatore – progettista e DL
La casa? per molti è sempre più un miraggio
Su Italia Oggi del 25/06/2009 si legge: compravendite in calo dell’ 8,5%; alto divario tra prezzi e stipendi; affitti e sfratti in crescita.
Le origini di questo trend tutt’altro che positivo sono ancora una volta i prezzi eccessivi rispetto alle disponibilità delle famiglie, la difficoltà di accesso al mutuo e la qualità degli immobili non adeguata alle richieste. Ne consegue che le previsioni per il mercato immobiliare delle compravendite indicano un ulteriore calo del 3,5% per il biennio 2009-2010 nelle 6 maggiori città italiane rispetto a quanto già previsto.
Articolo ripreso dal sito di Legislazione Tecnica
Ha un costo l’ignoranza informatica?
Un recente studio dell’AICA-SDA Bocconi ha preso spunto dalle analisi dell’Istituto nazionale di statistica della Norvegia ed ha quantificato il tempo medio perso ogni settimana da un utente di PC non specialista tra: il tempo per aiutare altri colleghi in difficoltà con il PC, i problemi con la stampa, le richieste di aiuto ad altri più esperti, le manovre errate d’accesso ai Data Base, i tentativi impropri di accesso a Internet, i problemi legati rispettivamente all’uso maldestro dell’e-mail e dei programmi di elaborazione testi e infine i problemi legati ai virus informatici.
Rapportando i minuti persi ogni settimana al tempo contrattuale, e al costo medio del lavoro degli utenti generici di informatica in Italia, si ottiene il costo di 15,6 miliardi di Euro perso appunto per l’ingnoranza informatica.
Alcuni link sull’argomento:
da “AICA” – da “Unindustria Bologna”: Ignoranza informatica
da “MM Comunicazione” Rapporto informatica
Immobili, il grande Freddo
E’ il titolo di un recente articolo del 10-6-2009 pubblicato dal quotidiano Italia Oggi e ripreso dalle news di Legislazione Tecnica. Il quadro che emerge dall’articolo è quello di una pesante crisi del settore immobiliare destinata – salvo forse un breve periodo di ripresa per il settore residenziale a seguito del piano casa – a durare ancora a lungo nel tempo. Al momento ciò che si registra maggiormente non è tanto il crollo dei prezzi quanto l’impressionante calo del numero delle compravendite.
La crisi economica falcia le compravendite immobiliari nel terziario
Anche le compravendite immobiliari nel terziario subiscono una brusca frenata causata dalla crisi economica in atto nel nostro paese. Questo è quanto emerge dall’ultimo rapporto pubblicato dell’ Agenzia del Territorio relativo ai dati raccolti nel primo trimestre del 2009. In particolare si osserva una sostanziale frenata delle compravendite (rispetto allo stesso perodo del 2008). Le transazioni con riguardo a: uffici, immobili ad uso commerciale e soprattutto capannoni fanno registrare variazioni negative fino al 33,5%.
Si rimanda al testo del rapporto immobiliare anzi detto per maggiori dettagli: “Rapporto immobiliare 2009“
I sostituti dell’amianto: amici o nemici per le nostre case?
L’amianto è un minerale fibroso che grazie alla propria versatilità d’impiego è stato per diverso tempo massicciamente utilizzato, in tutto il mondo ed in Italia, principalmente in campo edile …. ma non solo. Grazie ad alcune delle proprietà che lo caratterizzano quali: la buona resistenza a trazione, al fuoco e soprattutto la facilità di formare facilmente miscele con altri materiali (tipo il cemento e le resine) con formazione di materiali compositi ne hanno a lungo decretato il successo e la diffusione.
Purtroppo oggi ben sappiamo che accanto a tali proprietà (“pregi”) si è a lungo nascosto un materiale tossico nocivo con effetti devastanti sulla salute umana e animale. L’esposizione all’amianto (anche in presenza di quantità modeste) è sicuramente la causa di diverse patologie gravi sulla salute umana, patologie quasi sempre irreversibili di tipo invalidante e/o mortali.
Ma allora oggi cosa utilizziamo per sostituire l’amianto nei suoi più svariati impieghi? La risposta non è univoca nel senso che per sostituire l’amianto non si utilizza un solo prodotto ma una serie di prodotti diversi che forniscono nei propri campi d’impiego spesso risultati tecnologicamente più avanzati dell’amianto stesso. Tra i principali materiali sostituti abbiamo:
– Lana di roccia
– Lana di scoria
– Filamenti di vetro
– Fibre artificiali (polipropilene)
– Fibre naturali (cellulosiche)
Il problema che oggi ci si pone è: “ma cosa sappiamo dei sostituti dell’amianto? Sono innocui o saranno -un nuovo problema amianto- del futuro”.
Purtroppo a tale interrogativo ancora non c’è risposta in quanto le valutazioni tossicologiche su questi prodotti (a livello mondiale) sono in corso di studio e pertanto non possono dirsi esaustive. Al momento si può solo dire che si tratta di sostanze classificabili come possibili cancerogeni per l’uomo.
Visti i dubbi sulla pericolosità tutti concordano sul fatto che si tratta di materiali per la cui monipolazione e lavorazione occorra prevedere (soprattutto per chi ne fa uso in campo professionale) ogni precauzione utile per scongiurare i rischi che, se pure ancora non del tutto dimostrati, ne potrebbero derivare.
Se scarse sono le conoscenze di tali materiali per chi ne fa uso in campo professionale nulla si può dire invece su un eventuale pericolosità degli stessi una volta messi in opera nelle nostre case. Al momento quindi tali materiali, soprattutto a livello indoor (ossia nelle abitazioni e negli uffici), non sembrerebbero rappresentare un fattore di rischio per le persone.
Per approfondimenti sul tema si rimanda ai seguenti link:
Normativa amianto (Ministero della salute)
Togliamocelo dalla testa (Regione Emilia Romagna)
Sostitutivi dell’amianto (Assoamianto)
Sostituti dell’amianto (ISPLES)
Rischio amianto (Regione Emilia Romagma)
Come riconoscere l’amianto (SUVA Svizzera)
Per informazioni o segnalazioni (ASL Emilia Romagna)
La crisi economica sulla stampa italiana
Sembra tornare l’ottimismo tra gli imprenditori italiani, almeno secondo l’indagine dell’ISAE (Istituto di Studi e di Analisi Economica). E’ vero che la Borsa va meglio, eppure l’indagine trimestrale sull’andamento della capacità produttiva mostra che nel primo trimestre 2009 le imprese manifatturiere hanno ulteriormente ridotto l’utilizzo degli impianti e segnalato maggiori difficoltà produttive. E allora da dove nasce il ritrovato clima di fiducia? Coincide con la scomparsa del termine crisi dai titoli dei quotidiani? Un interessantissimo articolo affronta un tema ormai oggetto più di opinioni personali e di sensazioni che di dati veri e propri. Il portale d’informazione: “lavoce.info” ha pubblicato in data 29 aprile 2009 un interessante articolo sull’argomento dal titolo: “La crisi sulla stampa” al quale si rimanda affinché ogn’uno in propria coscienza (a qualunque schieramento politico appartenga) possa fare una propria riflessione.
